Di donne e donne.

 

Squarci nel cielo sereno ed io vi sento, penso alle “mie” donne.

Che frase strana “mie donne” detta da una donna verso le altre che ama… parole che sentivo solo dalle labbra di mio padre, riferite a me, bambina, e mia madre.
E torno a scrivere, sentendomi a casa.
Un’immagine che amo molto è vedere camminare fianco a fianco, donne velate: son le uniche che vedo spesso così… ed io lo vorrei, vorrei sempre avere una sorella che mi accompagni, una sorella, una madre ed una figlia.
Vorrei quello che sa ricreare un cerchio femminile che lavora, accoglie, lima ed esalta le differenze. E so di essere una donna fortunata.
Più sto con le “mie donne” più i nostri cicli si armonizzano, impariamo a conoscere gli alti ed i bassi delle altre, in un’attimo capiamo che la distanza è solo un luogo mentale, perchè, in realtà siamo tutte connesse, se si vuole, nel qui ed ora.
Siamo capaci di sentire e di vedere oltre.

E le “mie donne” valgono, valgono tanto… perchè ci siamo coltivate, un po’ a mo’ Piccolo Principe… perchè fra noi si è creato un codice segreto fatto di sguardi, fili, rispetto, intonazioni della voce, frasi accennate a metà. Perchè c’è quella cosa per cui “se tocchi una sorella tocchi tutte noi”.

E così chiaro inizio a comprendere la paura che una donna può fare quando scopre la sua potenza; la potenza che è in lei ma che viene ugualmente nutrita da quel cerchio che racchiude e sostiene lasciando libera di essere quella che si è.

E ringrazio sempre i 40 anni che stanno arrivando, le mie sorelle di maternità, di pancia e puerperio.
Ringrazio le mie sorelle, quelle che lo sono e basta; ringrazio le mie sorelle minori e quelle maggiori che faccio fatica ad avere.
E ringrazio le figlie e le madri che mi accompagnano, biologiche o meno.

Perchè non sarei la stessa senza di voi.

 

 

(Ringrazio Annalisa Marchionna per la bellissima foto)

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