Ai cerchi, quelli veri.

mandalarco

Di cerchi, complementarietà ed accoglienza.

Il cerchio mi piace… l’energia fluisce, tutti si è allo stesso livello, la terra radica e tranquillizza con suo contatto.

In cerchio si cerca un posto, accogliendo in sé lo spazio che si va ad occupare (così non sempre è nelle scuole dell’infanzia ove la maestra in cerchio dovrebbe avere mille mani ed un grembo molto accogliente per darsi a tutti i cuccioli che la vorrebbero un po’ per sé, in realtà i piccoli hanno molte ragioni :)) e così, senza un perchè, quello spazio, chi ci è accanto ma anche chi ci è di fronte o lontano acquisisce un significato, poi per noi, rivelatore.

E qui, quando lo spazio diviene denso, pregno e ricco, davvero si può parlare di cerchio e non solo di circonferenza.

La parità, che parità non dev’essere: sento più ricchezza, peculiarità e complementarietà, condite da rispetto, da sentire, da mettersi nei panni dell’altro e starci: stretti, larghi, attillati o ower size, con un odore del tutto diverso dal nostro: eppure imparare a trovarli affascinanti ed, in quelle tasche, tesori inaspettati.

Sempre.

E l’accoglienza e la verità.

L’accogliere il dolore altrui e reggere lo specchio.

Reggere lo specchio, in silenzio.

Solo dopo rimandare il nostro sentimento, la nostra emozione.

A me i cerchi piacciono così: ricchi, mutevoli, sempre in perenne e movimentato equilibrio.

Ai cerchi, quelli veri.

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