Percorrendo

 

percorrere

 

 

Ieri sera, per la buonanotte, io ed i miei figli siamo stati guidati da “Tranquilla Piepesante”, favola di Michael Ende: la tartaruga cammina, cammina, fa un sacco di strada… Arriverà tardi ad un appuntamento ma troverà altro.

Dormendoci sopra mi è risuonata Tranquilla, mi è “suonata” proprio a modo mio.

L’imparare a stare nel percorso, e non nella meta.

Nello stesso momento mi sono risuonate le parole narrate davanti ad un caffè pomeridiano con una bellissima donna: il percorso della maternità.

“Aspettando” Sirio ero molto sicura: avrei fatto tutto quello che donne fanno da millenni, guidata da un’antica sapienza

Lo dicevo certo e ne ero pure convinta.

Così non è stato… I cuccioli arrivano sempre per insegnarci grandi cose, se le vogliamo vedere.

Io, amazzone dei miei 29 anni, guidata più ad un obbiettivo che non all’apertura verso il condurre una Vita sulla Terra; e Lui, bimbo sapiente, nella mia pancia lo urlava: “mamma non arriverò come tu mi vuoi!! Arriverò a modo mio e farò tutto a modo mio”..

E’ arrivato, con quel suo modo tutto suo.

E poi abbiamo imparato ad amarci e lo facciamo ancora, ogni giorno, camminando insieme: ascoltandoci, osservandoci e parlando tanto.

Grazie al modo con cui i miei figli hanno dato una bella spinta al mio percorso ho imparato tanto… ed ho scoperto lo “stare” mentre si percorre una strada.

Ho imparato a “stare” e sto imparando a gustarmi il percorso: il bosco, il suo profumo, le foglie secche e fra loro fiori e funghi, il canto del pettirosso…

Sto imparando che non ha ragione la pancia, il cuore o la testa. Di volta, in volta, vanno ascoltate tutte e tre: vanno fatte risuonare in noi.. cioè a me fa bene.

Non so se davvero mi interessa cosa farò domani.

Di sicuro starò camminando, a volte avrò un’idea da realizzare a volte no.

Anche quando avrò un obiettivo però non correrò ma osserverò bene e mi gusterò il tutto.

Andrò…

un po’ avanti, un po’ indietro e anche di lato,

ogni tanto mi perderò fra sterpaglie,

e ascolterò il canto dell’acqua del fiume,

magari rimarrò un pochino impaltanata in terreni troppo melmosi,

sarò accecata dal sole ghiacciato poche ore dopo l’alba,

o inzuppata da pioggia scrosciante.

Ma sarò lì a godermela.

Di sicuro troverò chi mi dice cosa sia meglio fare oppure no.

Non credo darò loro retta, sarò interessata al percorso e non a cosa di preciso fare o non fare.

Sarò interessata e cercherò di starci con tutta me stessa: come quando mi siedo quell’ora a settimana e capisco che tutto quello che ci accade è collegato, che tutto appartiene alla stessa identica magia che noi mettiamo in moto sentendoci parte integrante della strada, della Natura.

E mi sentirò ricca, tanto ricca…

Non è un ricco pomposo di una che possiede, è un ricco di colei che ringrazia per chi incontra e per quel che trova sulla sua strada.

Una ricchezza che raccolgo ogni giorno, grata della Vita e di quello che ancora devo capire.

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