Liberi tutti

nascondino

Estate in arrivo!!!!!!

La nostra mente da genitori rimbalza fra mille idee..

Alcuni di noi “devono” partorire idee geniali: entrambi lavorano e nessuno può occuparsi dei cuccioli; altri vogliono offrire occasioni di crescita, socializzazione e divertimento ai bimbi.

Sapete che la pedagogista che alberga in me è una strenua sostenitrice della lentezza e dell’ozio da offrire ai nostri pargoli, lo so.. tanto lavoro in più per mamma e papà, perchè la lentezza e l’ozio si gustano bene a casa propria, con i propri affetti ed in spazi familiari!

Ho lavorato per anni nei centri estivi comunali, li ho organizzati e gestiti, ho passato 10 ore al giorno con i bimbi e sono sempre stata convinta che nella prima e la seconda infanzia il gioco libero doveva farla da padrone: un attività al mattino, una al pomeriggio e tanto gioco liberamente scelto ed organizzato dai bimbi con gli amici e con educatori a tua disposizione!

Questo provocava ogni anno grosse discussioni con alcuni colleghi e con i genitori: l’attività organizzata che “governa” i bambini che “insegna” loro qualcosa… Insomma che li rende più gestibili, più sotto controllo…

Rendere sotto controllo estivo un bimbo che arriva con nove mesi di scuola sulle spalle!!!! Già a maggio i nostri cuccioli sono stanchi, hanno voglia di assaporare loro stessi non di essere ancora “prestazionali” ed assaporare le richieste che arrivano da mille voci!

Se dovete scegliere un centro estivo per necessità di gestione familiare o perchè volete offrire una/due settimane “nuove” ai vostri bimbi, forza! Sceglieteli con cura..

Vi sono dei centri estivi favolosi: da quelli in natura a quelli dove si affrontano come gioco le arti circensi, vi sono anche periodi organizzati dai comuni gestiti molto bene… ma… se potete, collimando con la vostra difficile organizzazione familiare, fate si che “il centro estivo” non sia l’estate dei vostri figli…

E poi… date fiducia a quegli educatori che si prendono la responsabilità, l’onere e (dire io) l’onore di offrire il “gioco libero”, di osservarlo e di intervenire solo se necessario.

Questo permette ai bambini di mettersi davvero in gioco ed alle figure educative di vedere lo scatenarsi dell’inaspettato, a volte, vere e proprie “magie”.

Un centro estivo che offre spazio all’individualità di ogni bimbo, che propone attività ma non obbliga a farla è un servizio di primo livello, è un luogo dove gli educatori lavorano davvero nell’interesse dei vostri ragazzi, è un luogo dove gli educatori sono pronti quotidianamente ad affrontare sfide stimolanti!

Fate si che la loro estate sia tempo da gustarsi in autonomia, delle mattinate da passare a letto o in pigiama, ore passate per terra a guardare il soffitto, occasioni per fare davvero qualcosa insieme, quel qualcosa che vi chiedono da tempo per cui “non c’è mai tempo”

Ho passato la mia infanzia fra scuola e casa.. La casa non erano quattro mura: soprattutto in estate la casa si trasformava in amici, erba alta, colline di terra, ginocchia nere e sbucciate, campi, case in costruzione e voci di adulti che chiamavano quando s’avvicinava l’imbrunire..

La scuola era una maestra “vecchio stampo” dal camice blu, di quelle severe ma per cui le vacanze erano fatte per riposare: leggere libri ed “accomodare” le conoscenze. Niente compiti per noi.

…So che per un grandissimo numero di bimbi questo non può più essere la quotidianità, è il nostro ruolo genitoriale che deve interrogarsi e chiedersi come poter ripristinare un “pizzico” di questa naturalità!

Diamo ai nostri figli il tempo estivo per accomodare le conoscenze.. diamogli spazio, diamogli ozio, diamogli lentezza, diamogli tempo per pensare, sognare e per crescere, da soli.

Per crescere “da soli” non intendo senza il supporto di mamme e papà, anzi, i nostri sguardi vigili sono essenziali.. “Da soli” vuol dire dare il tempo per poter fare esperienze, per stare nell’infanzia, per godersi il tempo, per trovare soluzioni originali e non pre-confezionate.

Come voi avete occhi per vedere la luce,

e orecchie per sentire i suoni,

così avete un cuore per percepire il tempo.

E tutto il tempo che il cuore non percepisce è perduto,

come i colori dell’arcobaleno per un cieco o il canto dell’usignolo per un sordo.

Momo, Michael Ende

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